Il sottosuolo della Cattedrale romanica è stato interessato per un lungo periodo di tempo (dal XIII alla prima metà del XIX secolo), da una intensa attività sepolcrale e numerose sono le tipologie di sepoltura rinvenute. Per questo motivo mantenne lo stesso asse della chiesa romanica. Forte spessore, che conferisce alla costruzione la necessaria solidità. A destra la cappella dell'Immacolata Concezione con statua recente della santa e, nella parete sinistra, mausoleo (1899) del vescovo di Barcellona Francesc Climent Sapera (morto nel 1430). Di fianco alla porta una Leonessa seduta che allatta due leoncini, in marmo rosso veronese, forse proveniente dalla Porta dei Leoni. Elementi strutturali della cattedrale romanica La facciata è a salienti, ovvero presenta spioventi lungo i contorni del tetto. Dietro ordine del cardinale Gabriele Paleotti, a partire dal 1575 l'edificio fu radicalmente ristrutturato all'interno, iniziando dalla parte absidale e dal coro. La cappella maggiore appare riccamente decorata: nella crociera e negli arconi l'Eterno Padre, affresco di Prospero Fontana del 1579, nel catino dell'abside Cristo che consegna le simboliche chiavi a S. Pietro affrescato da Cesare Fiorini e Cesare Aretusi a cavallo tra il 1500 e il 1600, e nel lunettone di fondo sotto la volta, l'Annunciazione di Maria dipinta da Ludovico Carracci nell'ultimo anno della sua vita, il 1619. Sotto il presbiterio è situata la Cripta di Sant'Eulalia (XIV secolo), costruita da Jaume Fabre, cui si accede da un'ampia scalinata coperta da un arco quasi piatto ornato di un ritratto forse del vescovo Ponç de Gualba, con ai lati gruppi di piccole teste di personaggi dell'epoca. Nel triforio ai piedi del tempio, sono collocate vetrate moderne (XX secolo) che rappresentano vari santi venerati a Barcellona. La chiesa misurava 57 metri di lunghezza, ma un incendio divampato il 1º agosto 1141, la lesionò così gravemente da consigliarne la ricostruzione totale. Dall'altro lato della navata, tra il transetto e la Cappella dei Santi Innocenti, i sepolcri con sculture di Frederic Marès, con i resti, in un'urna, di Alfonso III di Aragona e di Giacomo I di Urgell, e Federico, figli di Alfonso IV di Aragona e, nell'altra i resti di Costanza di Sicilia, moglie di Pietro III d'Aragona, María di Cipro, sposa di Giacomo il Giusto, Sibilla di Fortiá, quarta moglie di Pietro IV d'Aragona e Eleonora d'Aragona e di Foix (1333 - 1416), figlia di Pietro IV di Ribagorza e seconda moglie di Pietro I di Cipro, re di Cipro e Gerusalemme. Ai lati della porta maggiore, due antichi leoni stilofori, provenienti dalla Porta dei Leoni, sorreggono altrettante acquasantiere. Con le nuove grandi basiliche dei nascenti ordini mendicanti che si stavano costruendo e completando in città (San Domenico e San Francesco), si impose un incremento di dimensioni della cattedrale, la quale subì diverse manomissioni e ampliamenti nel corso dei secoli successivi. Nessun obbligo di registrazione, acquista subito! La decorazione interna è di Carlo Boldi del 1918 mentre gli stucchi policromi sono di Ferdinando Rossi del 1925. I lavori di edificazione terminarono nel 1227 se si esclude la guglia di legno coperta di piombo che fu costruita nel 1254 e rifatta in muratura al posto del legno nel 1426[6]. Contemporaneamente fu sopraelevato il campanile da 31 metri a 40 metri. Sul lato sinistro della chiesa, in ordine dall'ingresso, la cappella di San Severo, con retablo barocco (1683), degli scultori Francesc Santacruz i Artigas e Jacint Trulls, assistiti dall'ebanista Agustí Llinàs e dorature di Pau Llorens. Nella cupola sopra la navata Apparizione al santo papa Celestino I di S. Pietro che lo induce ad eleggere S. Petronio vescovo di Bologna di Vittorio Bigari del 1730. L'edificazione in prossimità della Porta di San Cassiano (poi denominata Porta di San Pietro o Piera) a fianco di un campanile paleocristiano di estrazione ravennate, ellittico nella base e rotondo alla cima, facente parte di un preesistente complesso cultuale probabilmente del VI secolo, deve essere collocata tra il X e l'XI secolo. Il contenuto è disponibile in base alla licenza, Le sale capitolari e la cappella di Santa Lucia, Ultima modifica il 23 nov 2020 alle 18:30, Pedro del Portogallo, conte di Barcellona, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Cattedrale_di_Barcellona&oldid=116863011, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, Jaime Fabre, Bertran Riquer, Bernat Roca, Arnau Bargués, Jaume Solà, Bartolomé Gual, Andrés Escuder, Josep Oriol Mestres e August Font i Carreras. A lui successe Bernat Roca che nel 1358 costruì i primi tratti della volta e la galleria sopra le cappelle e, contemporaneamente, iniziò il chiostro. Nella cripta è custodito il sepolcro di San Geminiano , patrono di Modena, e si conserva un capolavoro del Rinascimento modenese, La Madonna della pappa , gruppo in terracotta policroma di Guido Mazzoni (1480 – 1485 ca). A lui si devono il ciborio della cupola in pannelli di legno e la continuazione del chiostro. Nel complesso la cattedrale romanica non è luminosa perché essa deve aiutare l’uomo a non distrarsi, a raccogliersi, a pregare e ad entrare più facilmente in contatto con Dio. La parte superiore (XIX secolo), di ferro, magnificamente ornata è in stile modernista. Successive sono quelle alle estremità dell'abside rappresentanti Sant'Andrea (intorno al 1400) e Sant'Antonio Abate (1407), realizzata da Nicolau de Maraya. Le più antiche (XIV secolo) sono nella parte dell'abside al lato della porta di Sant'Ivo, mentre quelle del chiostro, che ai quattro lati presentano i simboli degli Evangelisti, sono successive (XV secolo). Coordinate: 44°29′45″N 11°20′35″E / 44.495833°N 11.343056°E44.495833; 11.343056. La cattedrale metropolitana di San Pietro (catedrèl ed San Pîr in bolognese) è il principale luogo di culto della città di Bologna, chiesa madre dell'omonima arcidiocesi. ... La scultura romanica presenta una varietà di tecniche e forme quasi infinita. La prima chiesa posta al di fuori delle mura che alcuni studiosi ipotizzano fungesse da cattedrale, dedicata in origine ai Santi Nabore e Felice e probabilmente risalente al IV secolo, venne distrutta in un incendio nel 906. La quarta, Cappella delle reliquie, presenta nell'ancona un ornato marmoreo di Pietro Fiorini realizzato a cavallo tra la fine del 1500 e l'inizio del 1600 con sulla cimasa due angeli in marmo attribuiti a Lazzaro Casario, morto nel 1588. Nella nicchia principale busto del santo con ai lati scene della vita del santo; la Cappella di San Marco, con retablo barocco (1683-1692) di Bernat Vilar, dorato dai fratelli Josep e Francesc Vinyals, che contiene al centro della nicchia statua del santo e ai lati scene della sua vita: alle pareti due oli su tela (1763) di Francesc Tramulles Roig che rappresentano San Marco che scrive il Vangelo e Martirio di San Marco; la cappella di San Bernardino e di San Michele Arcangelo, con retablo (1705) e statue di santi (1784); la cappella della Vergine del Rosario con un retablo protobarocco dorato e policromo (1620) dell'artista Tarrasa Agustí Pujol; la cappella di Santa Maria Maddalena, San Bartolomeo e Sant'Isabella con retablo (1401) del pittore Guerau Gener; la cappella di San Sebastiano, Santa Tecla e il Cuore di Maria con retablo tardogotico (1486-1498), realizzato da Rafael Vergós, Francesc Mestre y Pere Alemany, artisti appartenenti al laboratorio di Jaume Huguet e statua a tutto tondo policroma del Cuore di Maria (1942), opera moderna di Vicenç Vilarrubies; la cappella di Nostra Signora dell'Allegria, con un altare-retablo (1945) in alabastro in stile neogotico dello scultore Josep Maria Camps i Arnau e, infine, la cappella della Nostra Signora di Montserrat con retablo moderno che raffigura la patrona della Catalogna. La Cattedrale di Trani è la più alta espressione dello stile romanico pugliese. Si continua con la sala della Notazione e la nuova sala capitolare (XVII secolo), con pianta rettangolare e volta a botte con lunette, totalmente decorata con pitture ad opera del pittore barcellonese Pau Prim. La quinta, Cappella di S. Ambrogio, mostra una pala di Giuseppe Marchesi detto Sansone raffigurante S. Ambrogio del secolo XVIII, inserita in una maestosa architettura dipinta da Luigi Samoggia nel 1883. Nell'altra torre stanno dieci campane, dai nomi femminili, che suonano le ore ecclesiastiche. La prima a sinistra, Cappella del Battistero, oltre a presentare la colonna tortile della Porta dei Leoni, non ha altare ma soltanto una grande Vasca battesimale marmorea, opera del 1698 del lorenese Ferdinand Saint-Urbain. Il pavimento, ricco, fu collocato tra il 1902 e il 1905 su disegno di Silvio Gordini. Tant'è che spesso "la nonna" viene lasciata puntellata con la bocca verso l'alto al termine dei doppi, e solo raramente si effettuano "scappate" e "calate" con tutte e quattro le campane, che richiedono una squadra di ben ventitré campanari. Per questo, assieme ad altri monumenti del centro storico fiorentino, è stata riconosciuta patrimonio dell’umanità dall’Unesco, nel 1982. Addossato al muro del campanile della porta di Sant'Ivo, vi è un organo che risale al 1538, molte volte modificato per adattarlo ai gusti estetici. l'interno della cattedrale: Nella navata centrale, all'interno, Enrico da Campione realizzò il pulpito nel 1322. Nella navata centrale si incontrano anche i resti di alcuni sovrani: sul muro della sacrestia dipinto nel 1545 da Enrique Ferrandis, quelli di Raimondo Berengario conte di Barcellona e di sua moglie Almodis de la Marche. Tra esse si notano quelle moderniste della famiglia Sanllehy, realizzata (1920) dall'artista Josep Llimona e quella della famiglia Girona, con rappresentazione della Fede, Speranza e Carità dello scultore Manel Fuxà e crocifisso (1910) dello scultore Eduard Alentorn. La torre campanaria ospita la più grossa campana suonabile "alla bolognese", detta "la nonna", pesante ben 33 quintali[7], che insieme ad altre tre campane forma un concerto di 65 quintali. «TV ES PASTOR OVIVM [ET] PRINCEPS APOSTOLORVM», «Tu sei pastore delle pecore [e] Principe degli Apostoli». Nell'iconografia della chiesa romanica sono presenti temi delle storie sacre ma anche temi laici e profani. Questa, grazie all’uso combinato dell’arco a sesto acuto (detto anche ogiva), della volta costolonata e degli archi rampanti, consente di alleggerire le murature e di aprire ampie finestre. Insignita nel 1867 del titolo di basilica minore[1], dal 2 novembre 1929 è Monumento Storico - Artistico spagnolo. Ai lati dei transetti, si innalzano due campanili (secolo XIII) ottagonali di 53 metri di altezza. Mancava solo la facciata, che, dopo il concorso promosso da Manuel Girona i Agrafel e i suoi figli nel 1882, fu realizzata da Josep Oriol Mestres per la Esposizione Universale di Barcellona del 1888 in stile neogotico, ispirandosi a quella disegnata nel 1408 da Carles Galtés de Ruan. Acerenza, città cattedrale Collocata sul culmine di un'altura da cui domina vallate sconfinate, celebrata da Orazio nelle sue Odi, Acerenza custodisce ancora oggi la cattedrale romanica che ne ha celebrato il momento di massimo splendore. Nella prima fase (1338) si costruì, attorno all'abside romanico, il deambulatorio, la nuova abside con le cappelle radiali e la cripta del presbiterio ad opera dell'architetto Jaime Fabre. Eretta di fronte al Castello Svevo, l'edificio predomina il paesaggio con maestosità e imponenza. La Cattedrale di Piacenza fu costruita tra il 1122, data tramandata da una lapide murata nella facciata, ed il 1233, anno in cui la costruzione fu compiuta sotto la guida del maestro Rainaldo Santo di Sambuceto. Morto nel 1384, fu sostituito dallo scalpellino Pere Viader fino all'anno 1397 in cui subentrò l'architetto Arnau Bargués, che realizzò la sala capitolare. Nel sacello è stato collocato un Cristo risorto bronzeo, opera moderna di Paolo Gualandi, mentre sono visibili anche una pala d'altare rappresentante S. Orsola di Gian Giacomo Sementi della prima metà del XVII secolo, nella nicchia delle reliquie la Resurrezione della Carne di Gian Pietro Cavazzoni Zanotti della metà del XVIII secolo e una pala con una Pietà dell'inizio del secolo XVI. Questo ha fatto supporre che il battistero e il campanile elicoidale (costruito così per essere orientato contro l'azione dei venti predominanti), facessero parte di un perduto complesso dedicato al culto degli Ariani coevo a quello di Ravenna. Più alto (circa 70 metri) a base quadrata è un capolavoro di sagramatura nel medesimo stile della chiesa. Dal fondo delle navate minori, dalla parte opposta della controfacciata, si esce dalla chiesa attraverso due porte su cui risalta in quella di sinistra la Memoria di papa Gregorio XV Ludovisi dello scultore Gabriele Brunelli e in quella di destra un medaglione dorato, opera di Giuseppe M. Mazza degli inizi del XVIII secolo. Le caratteristiche della chiesa romanica Mura spesse. Di pianta basilicale, la cattedrale di Otranto presenta la consueta divisione in tre navate per mezzo di quattordici colonne in granito levigato sui cui capitelli, di ordini diversi, da quello ionico a quello corinzio, si impostano gli archi semifalcati, sopra i quali corre la serie di finestre che illumina la chiesa, il claristorio (fig.3). La seconda, Cappella di S. Anna, mostra una prospettiva in marmi policromi di Davide Venturi del 1906 con un tempietto al centro che contiene la reliquia di S. Anna in rame dorato e smalti, donata dal re d'Inghilterra Enrico IV al cardinale Nicolò Albergati Benedetto e con una cupoletta affrescata da Mauro Cesare Trebbi. In basso, fino alla metà dell'altezza delle colonne, è presente una statua con l'Esaltazione della Croce (1976), circondata da sei angeli, opera dello scultore Frederic Marès. Durante i lavori venne demolita la "porta dei leoni". La seconda, Cappella del sacro Cuore, angusta perché si trova all'interno di un robustissimo sistema architettonico di sostegno che si ripete in tutte le cappelle pari, è decorata con stucchi di Ferdinando Rossi e da una pala d'altare di Giuseppe Cassioli del 1925 che rappresenta Gesù in trono, che mostra il Sacro Cuore alle sante monache Margherita Maria Alacoque e Geltrude. A sinistra la cappella del battistero con fonte battesimale (1433) in marmo bianco realizzata da Giuliano Fiorentino. Tutti gli elementi architettonici della chiesa romanica sono un ulteriore ingrossamento della sezione muraria, in particolare nei punti dove le spinte generate dalle volte a crociera sono maggiori è più concentrate.. Arco a tutto sesto Le cappelle laterali, cinque per lato nella navata, sono intervallate da ambulacri sormontati da coretti che si aprono con cantorie sulla navata maggiore. La fase paleocristiana della basilica risale al V-VI secolo d.C., con il tipico impianto a tre navate e con una sola abside. La tribuna è interamente occupata dal presbiterio, opera di Domenico Tibaldi, sopraelevato di alcuni gradini dal resto della chiesa, e si articola in un corpo a pianta quadrata coperto con volta a crociera che si apre con due absidi, una per ogni lato, e dall'abside vera e propria, semicircolare. La presenza di grandi finestre favorisce lo sviluppo della tecnica della vetrata. Furono aggiunti oltre i 40 m, tre vani il più alto dei quali, illuminato da una quadrifora per lato, costituisce la cella campanaria. Al centro della volta, poi, S. Pietro in gloria tela di Giovanni Francesco Spini del 1680. Puoi ascoltare il mio podcast su: Apple Podcasts | Android | Google Podcasts | Spotify | Cos'è? La Cattedrale della Santa Croce e Sant'Eulalia (in catalano Catedral de la Santa Creu i Santa Eulàlia, in spagnolo Catedral de la Santa Cruz y Santa Eulalia), situata nel Barri Gòtic (quartiere gotico), è la cattedrale-sede dell'arcidiocesi di Barcellona. Al di sopra del colossale arco trionfale, dua angeli reggono lo stemma di papa Gregorio XV. Visualizza altre idee su architettura romanica, architettura, cattedrali. … Il chiostro gotico (XIV - XV secolo), vede al lavoro grandi architetti come Andreu Escuder e scultori come i Claperós, padre e figlio. In alto nella facciata si apre un rosonecircolare. Le più antiche (1317- 1334), con lo stemma del vescovo Ponç de Gualba, sono contenute nelle cappelle radiali della testata della chiesa. Trasformata nel mausoleo (1676) del vescovo di Barcellona, San Olegario, contiene la sua sepoltura barocca, opera degli scultori Francesc Grau e Domènec Rovira el Joven, e, sul sepolcro, la statua del santo (1406) eseguita da Pere ça Anglada. La cattedrale è dedicata alla Santa Creu (la Santa Croce) e a santa Eulalia, la patrona di Barcellona (12 febbraio), la quale subì il martirio in epoca romana. Notevoli anche le due cappelle in contraffacciata collocate ai lati della porta dell'entrata principale. Enorme raccolta, scelta incredibile, oltre 100 milioni di immagini RF e RM di alta qualità e convenienti. Misura 90 metri di lunghezza e 40 di larghezza mentre il chiostro è di 25 metri per lato, con una galleria di 6 metri per ogni lato. Nella parete di fondo, l'antico sepolcro (secolo IV) con iscrizione del 877 che ricorda il ritrovamento delle reliquie nella chiesa di Santa Maria del Mar. Continua l'abside, la sacristia, che consta di tre stanze e contiene alcuni tesori importanti: l'ostensorio (secolo XIV) in argento e oro, una croce processionale (1383) di Francesc Vilardell, di argento dorato, adornata con smalti dei quattro evangelisti nei bracci della croce, la croce dl re Martino I d'Aragona (1398) e la spada di Pedro del Portogallo, conte di Barcellona, considerata una delle più belle del mondo. In un disegno-rilievo di Giuliano da Sangallo custodito nella Biblioteca Vaticana, attinente ad un battistero che sorgeva nelle immediate vicinanze, si vede chiaramente che la planimetria ad ottagono, con quattro portali corrispondenti ai punti cardinali e quattro absidiole, coinciderebbe quasi del tutto con il Battistero degli Ariani a Ravenna. Dietro il campanile si trovano la sagrestia e la sagrestia capitolare. I lavori di ricostruzione e ampliamento furono affidati a Magister Albertus e la nuova cattedrale venne consacrata da papa Lucio III nel 1184. In un momento in cui l’Europa stava sperimentando le molte possibilità formali e strutturali della nuova architettura romanica, la basilica veneziana sorse dunque, e consapevolmente, bizantina, grazie anche all’apporto di architetti greci chiamati appositamente dall’Oriente. Nella cattedrale si trovano tre organi a canne: Il contenuto è disponibile in base alla licenza, Bologna sacra: tutte le chiese in due millenni di storia, Cronotassi dei governatori di Bologna e dei legati pontifici locali, «Il palazzo dell'Archiginnasio fu costruito fra il 1.562 ed il 1.563 per volere del Legato pontificio di Bologna, il cardinale Carlo Borromeo e del Vicelegato Pier Donato Cesi, su progetto dell'architetto bolognese Antonio Morandi detto Terribilia», «Il Cardano fino dal 1562 abitava in Bologna ove aveva ottenuto la cattedra primaria di medicina teorica; a cui era stato prescelto per le raccomandazioni del Legato pontificio Carlo Borromeo, e dei cardinali Alciato e Moroni.», Sounday Times - Campane in salsa bolognese, La chiesa cattedrale e metropolitana di San Pietro in Bologna. Il suo aiutante, Jaime Solá ebbe l'incarico dal 1407 al 1412: a lui successe Bartolomé Gual, che rimase in carica fino al 1441. Il sarcofago di alabastro (1327), dovuto allo scultore di Pisa, Lupo di Francesco, è appoggiato sulla tavola dell'altare al centro della cripta, sostenuto da otto colonne di stile differenti con capitali corinzi dorati.