Durante i cinque secoli di indipendenza si distinse dalle altre repubbliche marinare per un comportamento alquanto singolare: mai intraprese guerre di sopraffazione contro altre città, contenta del proprio rapporto con il mare e con l'Oriente; dovette però spesso difendersi da potenze nemiche, cosa che fece sempre con grande ardore. Momento drammatico fu l'interruzione dell'acquedotto, che assetò la città, e la decisione austriaca di bombardarla incessantemente, ad intervalli regolari, utilizzando tutte le bocche di fuoco a disposizione. Sommario della storia di Ancona raccontata al popolo anconitano, Istoria d'Ancona capitale della Marca anconitana, La storia di Ancona scritta in vernacolo anconitano da Piero Romagnoli, Museo archeologico nazionale delle Marche, Museo archeologico nazionale (sezione ellenistica), Ankón § Celebrazione dei 2400 anni dalla fondazione, "Statuti del mare e del Terzenale (arsenale)", medaglia d'oro come Benemerita del Risorgimento nazionale, Battaglia di Castelfidardo § Epilogo: la presa di Ancona, Istituto superiore di studi economici "Adriano Olivetti" (ISTAO), parco Belvedere ed il parco Eraclio Fiorani, Al museo per i 2400 anni della fondazione greca di Ancona, L'Europa tardoantica e medievale (Treccani), Francesco V duca di Modena nell'enciclopedia Treccani, 3 ottobre 1860, Vittorio Emanuele II entra ad Ancona | Altezza Reale, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Storia_di_Ancona&oldid=117446569, Template Webarchive - collegamenti all'Internet Archive, Collegamento interprogetto a Wikinews presente ma assente su Wikidata, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Il 21 giugno, dopo un accesissimo dibattito, fu decisa la resa, contro il parere del comandante Zambeccari. La celebre peste nera che infuriava in tutta Europa aveva infatti messo in difficoltà la città e a ciò si era aggiunto un terribile incendio che aveva provocato vaste distruzioni. conseguenti alla ricostruzione portarono alla luce importanti Si riportano alcuni particolari dell'assedio del 1173 perché nei secoli successivi, e specie nel 1800, fu considerato quasi un paradigma del carattere della città. Nel 1922, quasi come prova generale della Marcia su Roma, le Camicie Nere provenienti dal centro Italia occuparono la città. Dopo le invasioni visigote (408-410), il territorio di Ancona fu teatro delle guerre gotiche (535-553). Ancona, riconoscente, dedicò a questo papa una statua, inizialmente destinata all'attico dell'arco, ma poi collocata in Piazza del Plebiscito, chiamata dagli anconetani semplicemente "del papa". Tornò a far parte dello Stato Pontificio nel 1815, con la Restaurazione. La fondazione di Ancona rientrava nel piano di espansione dell'influenza siracusana nell'Adriatico, e fu accompagnata dalla nascita di altre colonie greche nella sponda orientale di questo mare[11]; insieme ad Ancona i greci di Siracusa avevano fondato più o meno direttamente le città di Adria (Adrìa), Alessio (Lissos), Curzola (Kòrkyra melaina), Lissa (Issa), Lesina (Dimos) e Cittavecchia (Pharos). Subito Ancona assunse un ruolo militare notevole nella compagine difensiva del giovane regno: fu una delle cinque piazzeforti di prima classe, insieme a Torino, La Spezia, Taranto e Bologna. Una notizia che ha subito lasciato tristezza e dispiacere in chi aveva avuto modo di conoscerlo e apprezzarlo. Questo popolo venera Diomede come proprio benefattore, e c'è un tempio in suo onore.», Celebrazione dei 2400 anni dalla fondazione, La distruzione della rocca papale nel 1383, I primi anni del secolo e la Prima guerra mondiale, Per i ritrovamenti sul Montagnolo: Enciclopedia dell'arte antica, classica, e orientale, volume "A-Carr" (pagina 223), La data è dedotta in base alle informazioni sulla, La notizia della fondazione greca di Ancona è fornita da, La localizzazione sul Guasco della colonia greca è un dato tradizionale, che trova corrispondenza nel ritrovamento dei resti di un tempio classico sotto il. Dal 1859 fu accanto a Garibaldi su molti fronti, divenendo per lui come un figlio; fu tra i Mille che partirono da Quarto; fu l'eroico protagonista della giornata di Calatafimi, nel 1860, durante la quale, dopo aver messo in salvo il figlio di Garibaldi, fece scudo col suo corpo all'Eroe dei Due Mondi, salvandogli la vita. La necropoli si trovava nei pressi dell'attuale rione Cardeto. disp. Altra costante della storia di Ancona, che emerge studiando Polveriera Castelfidardo, Caserma Villarey, Batteria Savio, panificio militare (quest'ultimo demolito); la nascita di tre nuovi grandi quartieri: 27 marzo 2013: Tavola rotonda con la Soprintendenza per i beni archeologici delle Marche, a cura dell'Accademia Marchigiana di Scienze, Lettere ed Arti (, 28 giugno 2013: Incontro con la grande Storia, con il prof. Luciano Canfora (. L'importanza strategica che nel corso della storia è stata attribuita alla città di Ancona è dovuta principalmente alla sua posizione naturale, atipica per la costa adriatica. Il maestro Riccardo Muti ha diretto il concerto inaugurale; la riapertura delle Muse assume subito il significato di rinascita culturale della città. veneziani. Infatti, a partire dall'anno 1000 la città inizia un cammino verso l'indipendenza, favorito dall'aumento del commercio. È noto che fin dall'epoca micenea i greci conoscevano e frequentavano il porto naturale di Ancona, come provano le poche ma significative testimonianze archeologiche ritrovate sul Montagnolo e l'antico culto dell'eroe greco Diomede[4]. È nota la partecipazione a diverse crociate, tra cui la prima. Karte von Ancona  Passa da Ancona la storia della canzone italiana, Libro di Luca Guazzati. guerra contro i Goti (535-552). In particolare, circa 600-700 persone morirono nel rifugio sotto il colle dei Cappuccini. L'Imperatore di Bisanzio, per ricompensare Ancona della fedeltà a lui dimostrata, inviò ingenti somme di denaro e, secondo la tradizione, le donò in segno di riconoscenza la bandiera rossa con una croce d'oro che è ancora oggi il vessillo della città, a ricordo degli ideali che ispirarono tali avvenimenti. Conquistata Con i romani Ancona divenne Il 4-5 novembre dello stesso anno un plebiscito segnava, in modo pressoché unanime[34], la volontà del popolo di entrare nel Regno d'Italia, sancita con Regio Decreto del 17 dicembre. Sono queste le premesse dell'assedio del 1849, con il quale Ancona rimase tra le ultime tre città, compagna di Venezia e di Roma, a continuare a resistere eroicamente durante la Prima guerra d'indipendenza italiana. edizioni Il Lavoro Editoriale , 2011 . Infatti la presenza del porto, dei Cantieri Navali e dell'importante nodo ferroviario facevano di Ancona un obiettivo strategico di primaria importanza. Bologna, 1848), Libro di Agostino Peruzzi. La storia delle Marche è segnata da momenti unificanti e da altre fasi in cui essa risulta dall'unione della storia delle singole città, che spesso ebbero vicende parallele, ma ricche di specificità. Per questi fatti e per la Settimana Rossa del 1914 Ancona si guadagnò la fama di città calda. In un momento imprecisato della successiva età del ferro, giunsero in zona i Piceni, provenienti dalla Sabina, e vi fondarono un villaggio. La sera del 9 dicembre 1848, arrivò in città, su un bastimento in cui si era imbarcato in incognito, Giuseppe Garibaldi, che fu accolto dai patrioti Antonio Elia, suo amico dai tempi della gioventù, da suo figlio Augusto e da suo fratello Fortunato. tornare a far parte dello Stato Pontificio nel 1815. Hotel Ancona  venne insignita della Medaglia d'Oro del Risorgimento italiano. Per l'assedio, e per le informazioni riportate nel presente capitolo, la fonte principale è Gualtiero Santini. Negli ultimi anni della Seconda guerra mondiale, dopo la caduta di Mussolini Ancona fu occupata, il 15 settembre 1943 dai tedeschi senza che alcuno potesse porre resistenza. Sono Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 22 dic 2020 alle 21:23. La città si distinse in particolare per il grande eroismo I difensori della città consegnarono la Cittadella ed i forti; quando gli austriaci entrarono in città, ai difensori di Ancona fu concesso l'onore delle armi dal loro comandante, il feldmaresciallo Franz Wimpffen; finché egli fu comandante della guarnigione di occupazione della città, non ci furono atti di persecuzione nei confronti dei patrioti. è la città natale di Maria Montessori nata nel 1870, sicuramente una delle personalità più importanti a livello mondiale nel campo dell’educazione dell’infanzia. Prima di essere città con tale nome, però, Ancona esisteva già come villaggio o come insieme di villaggi; gli scavi archeologici infatti hanno dimostrato l'esistenza di tre centri abitati durante l'Età del bronzo[2] e uno nell'Età del ferro, quest'ultimo riferibile alla civiltà picena. Garibaldi poi si recò al circolo patriottico anconetano, chiedendo l'adesione alla Repubblica Romana di imminente proclamazione. Con i romani Ancona divenne il porto principale dell'impero verso l'Oriente e verso la Dalmazia, in Croazia. Ancona e il suo territorio tra Risorgimento e unità libro Tosti Croce M. La Francia riconquistò la città nel 1801, dal 1808 entrò nel Regno Italico napoleonico e divenne capoluogo del Dipartimento del Metauro. Da segnalare in questo periodo la ripresa ad opera dei Corsari anconetani della guerra di corsa che era stata in auge durante la repubblica marinara fino all'avvento dello Stato della Chiesa. svilupparsi anche in una importante Repubblica Marinara fino Al momento dell'annessione il territorio comunale era di 107,47 km², le frazioni di Paterno e Montesicuro furono aggiunte negli anni successivi, mentre Cassero passerà a Camerata Picena. Nacque anche la rete tranviaria, prima con tram a cavalli (1881) e poi con quelli elettrici (1909). Per adeguare le difese della città al nuovo rango acquisito, tutte le colline di Ancona, tranne quella del Duomo, vennero fortificate, e venne promosso uno straordinario ampliamento urbanistico (il primo piano di espansione dell'Italia unita): la superficie della città raddoppiò con la costruzione di nuove mura. Nel periodo post-unitario, inoltre, fu l'epoca in cui si forma il sistema museale anconitano: nascono la pinacoteca (1884), il museo archeologico (1863) e, pochi anni dopo, il museo di storia naturale (1864, ora intitolato a Luigi Paolucci)[38]. Storia delle Marche. • Storia Non mancarono progetti cospirativi contro Gregorio XVI, come nel caso della setta clandestina organizzata dall'anconetano Antonio Giannelli e dal nobile montecarottese Lorenzo Bucci nella primavera del 1846[27]. incerta. Nel corso dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, Ancona ha perduto parte della città antica e della sua storia. Tutti gli edifici, abitazioni, aziende, uffici pubblici, furono lesionati in modo più o meno grave. mare; nello stesso periodo divenne colonia dorica-siracusana. affreschi antichissimi e tante altre. Il Barbarossa quindi per ristabilire la propria autorità su Ancona, vi inviò il proprio luogotenente, l'arcivescovo Cristiano di Magonza, noto come uomo crudele e dedito alla rapina. Sabato 23 settembre in diverse piazze della città sono in programma concerti, mercatini e sfilate di moda. Il 16 ottobre 1943 un terribile bombardamento colpì la città provocando 165 morti e 300 feriti; ma è solo il primo di molti altri, ancora più spaventosi. La ribellione si diffuse in tutti i rioni popolari della città, e poi anche in altre città delle Marche, della Romagna e dell'Umbria. La città testimoniò un Il 25 gennaio 1972, alle ore 21 circa, un terremoto del 7º grado della scala Mercalli colpì la città. Secondo la documentazione storica, l'area fu Ostelli Italia  Fondata da Greci originari di Siracusa, Ankon in greco significa proprio “gomito”. Domenica 9 gennaio 1955 alle 21 circa, quattro bombe a mano lanciate fra il pubblico all'interno del cinema Metropolitan provocarono 2 morti e 36 feriti. Guardando la carta geografica d'Italia si nota che lo Stivale, rigonfiandosi al centro, spinge verso il mare Adriatico un piccolo promontorio, e proprio su questa sporgenza sorge Ancona, parola greca che significa gomito. Ribellioni. Per ricordare ciò il Senato e il popolo romano dedicarono all'imperatore l'Arco di Traiano ancora oggi uno dei simboli della città, ammirabile nell'area portuale. Sulla cima del colle, trasformata in acropoli, eressero un tempio dorico dedicato ad Afrodite, i cui resti sono visibili oggi sotto il Duomo di San Ciriaco[9][10]; il tempio destò in seguito l'ammirazione dei Romani, come si ricava da Catullo (Carmi, 36, 11-14) e Giovenale (Satire, 4, 40). Da segnalare, in questa occasione, il lavoro incessante in aiuto della popolazione del gonfaloniere Michele Fazioli, successivamente eletto primo sindaco di Ancona. Il 3 ottobre 1860 alle 5 del pomeriggio il re Vittorio Emanuele II arrivò in città per salutare i suoi nuovi sudditi[33]: le Marche e l'Umbria con la battaglia di Castelfidardo e la presa di Ancona erano ormai italiane, e il Regno d'Italia era ormai una realtà. venne annessa al Regno italico napoleonico nel 1808, per poi di Ravenna, dopo la vittoria dei Bizantini durante la Ora a Posatora, nell'area degli edifici demoliti si estendono il parco Belvedere ed il parco Eraclio Fiorani. Un gruppo di giovanissimi, fondato dal patriota Andrea Fazioli, ebbe un ruolo particolarmente importante nella resistenza agli austriaci; fu chiamato "Drappello della Morte" e si occupò di tutte le imprese più temerarie. Cosa vedere ad Ancona Città di storia e di cultura, #Ancona è uno dei principali porti italiani, capoluogo delle #Marche e popolata da ...scopri di più nell'articolo! Se questa guida vi è piaciuta e volete dare una Map of Ancona, Carte Marches     La Repubblica marinara di Ancona batteva moneta propria: l'agontano; aveva propri codici di navigazione noti sotto il nome di "Statuti del mare e del Terzenale (arsenale)" e "della Dogana"; inviava consoli ed aveva fondachi e colonie in tutti i porti d'Oriente, da Costantinopoli alla Siria, dalla Romania all'Egitto. 39-51, Lucio Febo, Il Capitano bello di Montecarotto. Durante circa cinque secoli di governo autonomo, l'unica eclisse di libertà ci fu nel periodo che va dal 1348 al 1383: i Malatesta, impegnati ad estendere i loro domini marchigiani, si erano impadroniti nel 1348 di Ancona, approfittando di un momento di estrema debolezza. Mapa Ancona Un importante evento per la città, nei primi decenni del dopoguerra, fu la fondazione dell'università, con l'apertura della facoltà di Economia nel 1959, allora dipendente dall'Università di Urbino; tra i fondatori troviamo anche il noto economista anconetano Giorgio Fuà. Memorabile è anche l'episodio di cui fu protagonista Giovanni di Chio, prete che si gettò nelle acque del porto armato di una scure con l'intento di tagliare la fune che teneva all'ancora la più grande nave veneziana, il galeone Totus Mundus. Nel giro di venticinque anni tre gravi calamità naturali hanno segnato Ancona. Tra Durante il conflitto si distinsero le gesta di Carlo Grassi e Giuseppe Maganuco durante la fallita incursione austriaca ad Ancona, e di Emilio Bianchi, medaglia d'oro al valor militare. Partecipò attivamente al Risorgimento italiano, specie durante i fatti del 1848-1849; nel 1860 entrò nel Regno d'Italia, rivestendo nei primi dieci anni del nuovo Stato un importante ruolo militare. pendici del colle Guasco, dominato dall'Acropoli e dal Nel 1837 una grave epidemia di colera colpì Ancona, causando 716 morti tra i circa 25 000 cittadini. rivoluzionarie dei carbonari italiani, nel Infatti il nucleo antico di Ancona sorge su un promontorio a forma di gomito piegato, che protegge il porto naturale. La città testimoniò un relativo declino durante il periodo tardo-imperiale, divenendo successivamente una delle principali città dell'esarcato di Ravenna, dopo la vittoria dei Bizantini durante la guerra contro i Goti (535-552). Ancona poteva contare sull'appoggio dell'Impero romano d'Oriente. Con un colpo di Stato ante litteram papa Clemente VII incorporò Ancona nei domini dello Stato Pontificio, nel quadro di un processo di accentramento amministrativo che coinvolse, alcuni anni più tardi, altri importanti centri fra cui Perugia (1540). greco, includendovi un molo artificiale. 416, (4)(Storia), 112, (4)(guida); illustrazioni e pubblicità nel testo; lieve brunitura dela carta, piccole mancanze e qualche piega in copertina, ma è buon esemplare, intonso, di questa famosa storia e guida di Ancona. Partecipò all'assedio anche l'allora giovanissimo poeta Luigi Mercantini e l'eroe anconetano dei moti del 1830-1831, Lorenzo Lesti. anast. gli ultimi ritrovamenti vi è la cosiddetta Tomba "del com. La riproduzione totale o parziale, in qualunque forma, su qualsiasi supporto e con qualunque mezzo è proibita senza autorizzazione scritta. parrucchiere", così chiamata per gli strumenti caratteristici ️ L'università di Ancona nel 2003 cambiò la denominazione in Università Politecnica delle Marche. A difesa del territorio (i cui confini erano a nord-ovest il fiume Esino, a sud-ovest il fiume Aspio e il Musone, ad est l'Adriatico) gli anconitani costruirono o presero venti castelli, detti i Castelli di Ancona. Nel dopoguerra i disagi sociali portarono alla cosiddetta Rivolta dei Bersaglieri (26 giugno 1920), una vera e propria sommossa popolare, partita dalla Caserma Villarey dove i bersaglieri non volevano partire alla volta dell'Albania. L'Impero aveva in odio la città non solo per le sue pretese di indipendenza, ma anche perché era legata all'Impero d'Oriente. I nomi San Clemente e San Clementino sono riconducibili alla presenza di una chiesa che le cronache del cinquecento raccontano raggiungibile solo con la bassa marea. Dionisio I ad aver dato vita all'attuale centro urbano, alle Con l'istituzione del Sacro Romano Impero la città fu posta a capo della Marca di Ancona, che dopo aver assorbito le marche di Camerino e di Fermo comprese quasi tutta l'odierna regione Marche. Gli antichi Greci arrivarono intorno al 387 a.C. Acquistalo su libreriauniversitaria.it! Grazie a una pericolosa spedizione oltre le file nemiche, gli Anconitani riuscirono a chiedere soccorso agli alleati emiliani e romagnoli. Copyright © Informagiovani-italia.com. Con lo scoppio della guerra gotico-bizantina venne presa dalle truppe dell'Impero romano d'Oriente e resistette eroicamente a due assedi gotici, nel 538 e nel 551; in quest'ultimo i bizantini riuscirono a distruggere l'intera flotta gotica. A seguito degli ingenti danni bellici subiti e dei numerosissimi lutti, il 9 ottobre 1960, alla città di Ancona venne conferita la medaglia d'oro al valore civile[44]. Dopo il Mille la città entrò nel periodo più splendido della sua storia, ossia quello in cui fu libero comune e repubblica marinara. I patrioti dichiararono la loro volontà di sostenere la repubblica, consapevoli delle conseguenze internazionali della sua proclamazione, principalmente il sicuro intervento a difesa del dominio temporale del papa delle due potenze cattoliche della Francia e dell'Austria. Nei circa dieci anni di piazzaforte di prima classe, però, Ancona era diventata una città moderna, sotto tutti i punti di vista. Altra costante della storia di Ancona, che emerge studiando il periodo della colonia greca, del municipio romano e della repubblica marinara, è il rapporto intenso con il mare, la navigazione e l'Oriente, rapporto che ancor oggi caratterizza la città. Questo promontorio dà origine a un golfo, il golfo di Ancona, nella cui parte più interna si trova il porto naturale. Dopo questa dolorosa giornata la città rimase disabitata; nel 1944 erano rimaste in città solo 4.000 persone: quasi tutti erano sfollati nelle campagne o nei paesi vicini. All'arrivo dei Romani nelle Marche le popolazioni locali cercarono inizialmente una convivenza pacifica. Storia di Ancona (rist. tra le tante si citano anche l'Anfiteatro romano del I Come nacque l'idea di una moneta d'argento presto detto: per la sua realizzazione si svilupp quella che fu la storia del verso delle 500 lire dargento.